Risa Sodi and Millicent Marcus, Ed. New Reflections on Primo Levi. before and after Auschwitz

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Risa Sodi and Millicent Marcus, ed. New Reflections on Primo Levi. Before and After Auschwitz.

New York: Palgrave MacMillan, 2011.

Come ricordano all'inizio della loro prefazione Risa Sodi e Millicent Marcus, fino al 1990 il nome di Primo Levi nel mondo anglosassone era noto solo all'interno di una stretta cerchia di specialisti. In effetti nella Library of Congress esistono 69 volumi In inglese contenenti nel titolo "Primo Levi;" restringendo la ricerca ai soli titoli di critica letteraria, la prima monografia in inglese su Levi data al 1995 ed e a firma di Nicholas Patruno. Davanti a questo tardivo riconoscimento postumo da parte della critica anglosassone, il volume curato da Sodi e Marcus fa la sua parte, mettendo pero insieme saggi di diverso valore.

Il volume si articola in quattro sezioni: la prima, Politics, Nationalism and Collective Memory, inquadra sotto un profilo storico l'attivita intellettuale di Levi, partendo dal bel lissimo contributo di Stanislao Pugliese, "Primo Levi's Politics: Giustizia e Liberta, the Partito d'Azione, and 'Jewish' Anti-Fascism" (17-29) che punta il dito sulla rimozione ("erasure," 18) del pensiero politico dello scrittore da parte della critica letteraria statunitense. Pugliese suggerisce che il motivo di questa rimozione e dovuto alla "disturbing reality" messa a nudo da Levi riguardo alla illusoria morte degli istinti fascisti nella vita politica italiana ed europea. Puo aver nociuto alla popolarita di Levi in Nord America anche la sua volonta di non essere incasellato nella categoria culturalmente onorata degli "scrittori dell'olocausto," per scegliere il meno privilegiato ruolo di "scrittore," destinato a portare testimonianza e a cercare una "ethical fine of conduct and moral reasoning based on classical humanism [...] after Auschwitz" (21). Uilluminismo laico e ateo di Levi (si ricordera la sua famosa frase "c'e Auschwitz, quindi non puo esserci Dio") come una forma di disillusione, quasi un sub-elemento della riservatezza torinese. Visione da leggere in controluce rispetto alla forza della fede di Elie Wiesel, corroborato da un dialogo con Dio e la comunita religiosa durato sessant'anni dopo la Shoah.

Nancy Harrowitz firma il secondo saggio, intitolato "The Itinerary of an identity. Primo Levi's 'Parallel Nationalization' " (31-43). Lo studio analizza la presa di distanza dello scrittore rispetto all'ebraismo, inserendola nella cornice di una difesa della propria identita italiana, che Levi sentiva intimamente propria (32). Harrowitz parte dal concetto della parallela nazionalizzazione di Momigliano per giungere alle riflessioni di Gramsci circa la mancanza di un antisemitismo italiano e contesta le conclusioni dei due intellettuali dimostrando come "the path to emancipation [of the Italian Jews] was not the uncomplicated one that Momigliano suggests, and both Momigliano and Gramsci'a analyses are simplistic and misleading" (38). In questo modo, Fautrice conclude che "Levi's understanding of Italian Jewish identity raises questions" (41) suggerendo che probabilmente lo scrittore pecco in generosita rispetto alla reale responsabilita storica degli italiani nei confronti dell'antisemitismo.

Robert S. C. Gordon firma con "Primo Levi and Holocaust Memory in Italy, 19581963" (45-59), un breve excursus su come fu onorata la memoria della Shoah da parte del mondo culturale italiano nel lustro preso in esame. Gordon conclude che in quegli anni "an eclectic mass of output and activity relating to the Holocaust emerged in Italy" (55) e all'interno di questo processo, lo studioso riconosce a Levi un ruolo primario. …