La Montagna E L'isola: Intersezioni Iconiche Nella Narrativa Di Primo Levi

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In questo saggio mi propongo di analizzare il racconto di Primo Levi, Piombo che, insieme a Mercurio, ha inaugurato la stagione letteraria del grande scrittore torinese.

Incastonati nella raccolta II sistema periodico, uno dei suoi testi di maggiore originalita, sia Piombo che Mercurio occupano un posto di rilievo testimoniato dal corsivo che ne sottolinea lo specimen di opere d'esordio. Contrariamente a quanto si crede, infatti, essi sono precedenti alla produzione concentrazionaria, come ha riferito fra gli altri Ian Thomson nella biografia dello scrittore piemontese (114).

Il racconto ha per tema il lungo viaggio del protagonista Rodmund dal Nord Europa fino all'isola di Icnusa (1)--tra montagna e mare--e si pone dentro la risoluzione diasporica. Partendo da questa ipotesi focalizzero la mia attenzione sul protagonista e sul suo transito operoso e infaticabile verso una terra non "definitivamente" mitica, viceversa soglia privilegiata tra storia e mito. Considerando l'appartenenza di Levi alla cultura ebraica, di particolare importanza risulta la lettura dei contributi di Jonathan e Daniel Boyarin cosi come l'introduzione teorica al concetto di diaspora di James Clifford e tuttavia, contrariamente al contesto postcoloniale in cui si collocano i succitati autori, questa storia di Levi si dispone ai margini di quell'esperienza per due ragioni fondamentali.

La prima e che con questo racconto lo scrittore e dentro la dimensione del fantastico, seppure con precisi richiami ai suoi trascorsi piemontesi. Lontano, dunque, non solo dai sunnominati antropologi ma anche dal discorso di Stuart Hall, per il quale l'identita non va pensata in senso archeologico ma progressivo (14). In Levi il recupero di una terra dai tratti "anche," ma non esclusivamente, mitici, come dimostrero, e corrispondente alla scoperta di un nuovo Eldorado. Egli e dunque dentro l'utopia e distante dalla storia intesa come ricostruzione del passato nell'accezione piu vasta.

La seconda ragione per la quale difficilmente l'autore puo essere risucchiato nell'esperienza o interpretazione postcoloniale sta nel fatto che egli nomina i maestri della letteratura di viaggio che lo hanno suggestionato, nel senso che con essi si e appassionato alla scrittura odeporica e da essi e stato influenzato.

Il riconoscimento dei suoi auctores e della sua filiazione letteraria orienta di fatto il lavoro critico. Agli scrittori dei quali si dichiara debitore va aggiunto Dante e la trasmissione del patrimonio iconico della Commedia, segnatamente dell'Inferno ma non solo. Le varie corrispondenze con la rappresentazione dantesca informano la sua narrazione e completano la definizione visiva di efficaci ipotiposi. Tuttavia, preliminare appare la considerazione che, a partire da questo racconto e via via lungo il crinale della sua produzione, Levi sia coerente con alcuni significati dell'ebraismo e confermi la sua dichiarata natura 'centaura' attraverso il rispecchiamento e le rifrazioni prismatiche dei suoi protagonisti. (2)

L'ibrido che a suo parere caratterizza l'umanita, e ne rappresenta la maggiore risorsa e la ragione stessa della democrazia, e un imprescindibile portato culturale presente anche nel suo intimo. Il Chimico e lo Scrittore, ma non solo, combinano esperienze diverse ele reinvestono nei numerosi rimandi intertestuali. Molteplici sono dunque le indicazioni che Levi offre anche attraverso questa breve performance e che dicono la logica del suo narrare ele modificazioni cui sottopone personaggi e itinerari. Nella chimica, come nelle soluzioni diegetiche, il mutamento e nelle soluzioni o composti instabili dove gli elementi si fondono o rescindono a seconda delle convenienze o situazioni. La chimica e la narrazione, talvolta insieme alla montagna--altra grande passione dello scrittore--sono allora unite in una singolare simbiosi, come ha opportunamente chiarito Giuseppe Farinelli per il quale « per Levi la chimica (e la fisica), oltreche mestiere, fu fonte di ispirazione e di conoscenza della materia, fu metafora della vita, raccordo tra scienza e letteratura, tra formula e fantasia; con la chimica [. …