Dalle Acque Di Ermes: Novita Mitomoderniste

By Maggiari, Massimo | Annali d'Italianistica, Annual 2000 | Go to article overview

Dalle Acque Di Ermes: Novita Mitomoderniste


Maggiari, Massimo, Annali d'Italianistica


Il Mitomodernismo e un movimento culturale fondato il 21 gennaio 1995 dal filosofo Stefano Zecchi e dai poeti Giuseppe Conte, Tomaso Kemeny e Roberto Carifi. In quella occasione, nel teatro Filodrammatici di Milano, i fondatori hanno presentato il manifesto programmatico, con la stessa forza esplosiva del Futurismo, proclamando l'esigenza di difendere la poesia e l'arte dalla bruttezza e dalla volgarita dilaganti della civilta moderna. Il progetto e gia delineato nello stesso nome: rimettere il Mito e la sua energia spirituale e metamorfica (con valori annessi) al centro della modernita. Questi i nove punti del manifesto:

1. Facciamo dell'arte azione, la sua forma visibile sia la bellezza.

2. La bellezza e profonda moralita. Il brutto e immorale.

3. Opponiamoci all'avanzare della decadenza, che e la dove l'arte rinuncia all'essenza della propria creativita.

4. L'estetica e il fondamento di ogni morale.

5. Il mito e tra noi anima, natura, eroe, destino.

6. L'eroismo e la sintesi di luce e di forza spirituale.

7. La politica abbia il primato sull'economia, la poesia abbia il primato sulla politica.

8. Il nuovo e il gesto che ama il presente, e aderire all'incessante metamorfosi del cosmo.

9. Impariamo a sperare laicamente.

A quasi sei anni di distanza dalla sua fondazione, il movimento mitomodernista continua ancora oggi a dare nuovi frutti. Seguono, a conferma, le recensioni di quattro raccolte di poesie pubblicate ultimamente da poeti mitomodernisti.

Gabriella Galzio. Sofia che genera il mondo Bologna: I Quaderni del Battello Ebbro, 2000.

Nel suo fantasmagorico, tenebroso e sfolgorante Gaspard de la Nuit, Aloysius Bertrand descrive il vecchio Rembrandt come un uomo assorto nella meditazione e nella preghiera, "che s'inchiocciola" nel suo stambugio e si intrattiene ad occhi chiusi con gli spiriti della bellezza, della scienza, della saggezza e dell'amore, consumandosi nello sforzo di penetrare i misteriosi simboli della natura. Anche nella poesia di Gabriella Galzio c'e un eremo segreto, estatico e contemplativo, un luogo inaccessibile, aspro e selvatico, sul quale le forze della storia sembrano, come per incantamento, non aver potere. Solo allora, in quella pura fortezza dello spirito, contemplativa, solitaria, introspettiva, ma anche erotica, pulsante, materica, l'anima si risveglia, mollemente, ritualmente, e rifiorisce alla vita. Non c'e posto, in questa poesia ardua e fiammante, per l'elegia dolorosa, per il sospiro tenero e agghindato. Le parole sono affondate in una materia dura e arcaica, "incavernate" in una loro abissale verita, che non tollera facili decifrazioni. Il verso si fa assoluto, colato in ritmi severi e fascinatori, che si aprono un varco nella crosta della coscienza, generando febbri e visioni. Non parole dolci e rassicuranti, ma intinte nel sangue della lotta, generate dal bagliore di una spada, dalle scheggiate e bruciate lance dell'invettiva. Perche questo, sembra ammonire la voce del poeta, e il tempo del combattimento, il tempo in cui tutto si divide, e niente e piu vero.

Giancarlo Pontiggia

Riccardo Emmolo. Ombre e destino Bologna: I Quaderni del Battello Ebbro, 2000. Solo chi ha visto il colore mielato dei palazzi e delle chiese di Modica alta, chi ha visto i riflessi cangianti, viola e resina e papavero dei Monti Iblei puo capire il paesaggio di questo libro, dico anche il suo paesaggio simbolico e umano. Una natura sospesa tra la concretezza terragna e il miraggio tra "il cuore caparbio del carrubbo", con una memoria di Sciascia, e "i sogni delle case di Biserta", al di la del mare, e di quel mare dipinto da Guccione. Siciliana e mediterranea e la flora che si inarca e spunta necessaria su questi versi: nepitelle, parietarie, tuberose, capelveneri, dature, le mimose di gennaio, il lentischio, il noce, l'onnipresente carrubo. Siciliana la fauna: le "panciute pernici", gli "aironi cinerini", le cornacchie, le quaglie, i beccaccini: persino il "fondo obeso della botte vuota" sembra caricarsi di qualita oscure e animali. …

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(Einhorn, 1992, p. 25)

(Einhorn 25)

1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn, 1992, p. 25).

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn 25)

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences."1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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