Il Solito Manzoni E Il Manzoni Vero

By Minardi, Enrico | Italian Culture, September 2009 | Go to article overview

Il Solito Manzoni E Il Manzoni Vero


Minardi, Enrico, Italian Culture


Il solito Manzoni e il Manzoni vero. By UMBERTO MARIANI. Pp. 227. Pesaro: Metauro. 2006

Dalla prima all'ultima pagina del suo saggio, Mariani rivendica la rigorosa coscienza storicistica di Manzoni e l'altrettanto rigorosa attribuzione a motivi e a ragioni esclusivamente immanenti di tutti gli eventi narrati nei Promessi sposi. La coscienza storicistica avrebbe chiare conseguenze sul piano narrativo strutturale, condizionando il punto di vista da cui la "polifonia" del romanzo nel suo insieme fa sentire le proprie voci. L'immanenza degli eventi, invece, avrebbe una conseguenza sul piano del messaggio, o dell'insegnamento, che l'autore auspica che il lettore tragga dal proprio libro. Poiche, infatti, attenersi al nudo vero "produce quell "assentimento che si da al vero positivo'" (86)--affermazione manzoniana da situarsi in seno alla polemica sui romanzo storico--, codesto vero contribuisce a mettere in primo piano la responsabilita individuale all'interno dell'orizzonte collettivo della storia. La dialettica fra vero storico ed invenzione poetica (quando ancora siamo lontani dal Saggio sui romanzo storico, pubblicato nel 1850) viene cosi qui ad essere funzionale all'esaltazione all'ottenimento di quello scopo didattico-morale, nel quale si compendia l'obiettivo dell'opera manzoniana.

Mariani si sofferma a dimostrare--con grande dovizia di esempi--le sue tesi in specie nella seconda parte del suo studio, quella concernente i Promessi sposi (e pour cause intitolata "La supremazia del vero storico e la preminenza della visuale del personaggio secentesco" [97-142]).

Per quanto riguarda la seconda, l'autore mostra come tutti i personaggi (se si eccettua il cardinale Borromeo) citino senza arresto, e sovente a sproposito, il nome della provvidenza, pur senza possederne il vero concerto. Il quale e, appunto, posseduto solo dal Borromeo, per il quale la "Provvidenza e chi fa della vita il paragone delle parole" (126). Ma, altrove nel romanzo, ecco Don Abbondio, il quale, al contrario, e portatore di un concetto si aberrante di essa, che la peste medesima ne diventa suo strumento poiche "ha spazzato via certi soggetti, che, figliuoli mie, non ce ne liberavamo piu" (20). O Renzo, il quale, invece, pur appellandosi ad essa ad ogni pie sospinto (cf. 121), e solo pero allorquando da i suoi "ultimi soldi alla povera famiglia di la dell'Adda [...] [che] fa si che la Provvidenza esista" (23). Insomma, un tale concetto tutto relativistico della provvidenza (a cui solo un santo puo opporre quello verace) serve al Manzoni, come Mariani piu volte sottolinea, a far risaltare, per opposizione, la responsabilita individuale umana nell'agire storico. E questa e la sola ragionevole risposta che lo scrittore milanese possa trovare ad uno dei dubbi centrali nella sua riflessione religioso-morale: secondo il quale gli orrori della storia farebbero inevitabilmente propendere il pensiero umano verso un'impossibile scelta fra "due bestemmie" [...] "negar la Provvidenza, o accusarla" (17). Dati questi presupposti (i fatali limiti dell'uomo), il romanzo non potra che concludersi in maniera--su di un piano gnoseologico--singolarmente umile e modesta. Il valore assegnato alla provvidenza non potra essere allora che 'debole' e neppure consolatorio. Coloro che ad essa si affidano, potranno infatti soltanto, apparire "spesso meno infelici dei loro oppressori e [...] piu capaci di volgere la loro sofferenza in un'esperienza maturante [...]" (31).

Per quanto riguarda la prima delle due tesi sostenute da Mariani, essa viene affrontata nel primo capitolo del libro, anche questo intitolato significativamente "L'evoluzione di una visione della Storia" (11-31), per essere poi ripresa nel quarto ("Dal Fermo e Lucia ai Promessi sposi: verso la supremazia del vero e della storia," [77-95]). Vi si mette subito in chiaro come, negli anni cruciali, che portano dall' Adelchi al compimento del Fermo e Lucia fino al suo rimaneggiamento nei Promesi sposi (1821-1827), scompaia quella sfasatura fra piano storico e dell'invenzione, che sussisteva ancora, per esempio, fra l'Adelchi e il Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia. …

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(Einhorn, 1992, p. 25)

(Einhorn 25)

1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn, 1992, p. 25).

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn 25)

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences."1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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