Umberto Saba, Pier Paolo Pasolini Ed Elsa Morante. Scorciatoie Anticanoniche nell'Italia del Dopoguerra

By Cadel, Francesca | Italica, Summer 2012 | Go to article overview

Umberto Saba, Pier Paolo Pasolini Ed Elsa Morante. Scorciatoie Anticanoniche nell'Italia del Dopoguerra


Cadel, Francesca, Italica


E' accaduto in Italia, per il Canzoniere di Saba, quello che quasi sempre accade per le opere della piu grande poesia: che esse sono troppo moderne ancora, per i loro contemporanei, e devono aspettare, affinche il loro significato si spieghi nella sua pienezza, di essere raggiunte dalle generazioni venture.

Elsa Morante (1)

Intendo proporre un collegamento tra la testimonianza di Umberto Saba alla fine della seconda guerra mondiale e le poetiche di due dei maggiori autori italiani del dopoguerra: Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante. Vorrei cominciare facendo riferimento ad un recente lavoro critico, dedicato al cinema italiano: l'ultimo libro di Millicent Marcus, Italian Film in the Shadow of Auschwitz, inaugurato da un' importante citazione, tratta da La Storia di Elsa Morante. (2) Il rientro dei superstiti del ghetto di Roma, tornati da Auschwitz in Italia dopo la fine della guerra diventa il punto di partenza del discorso critico di Marcus, che scrive: <> (14-15). (3)

Alla fine della guerra il poeta triestino Umberto Saba si trovava a Roma, tra i testimoni di un'epoca che si cercava di superare, e di cui si celebrava la fine. Rivolgendosi ai lettori della <> (4)--la rivista che per prima accolse la sua testimonianza--egli scrisse un libriccino favoloso ed inattuale, una raccolta di aforismi e prose, pubblicato poi in volume da Mondadori nel 1946, Scorciatoie e raccontini. (5)

Il 1945 fu un anno particolarmente fecondo per Saba: si dedico alla stesura di Storia e cronistoria del Canzoniere e pubblico il Canzoniere. Era una tregua concessagli dalla nevrosi, che, come documentano le lettere di quegli anni, era stata esacerbata durante la guerra e la campagna razziale da ricorrenti crisi suicidarie. (6) A proposito di Scorciatoie Saba scriveva a sua figlia Linuccia: <> ("A Linuccia" 137). Frutto di una contingenza storico-esistenziale d'eccezione, il libro venne apprezzato inizialmente, ma non raggiunse mai quella ricezione nazionale che Saba avrebbe auspicato: inaugurare in Italia un dibattito e una retorica nuovi, in primis sconfiggere la resistenza alla psicanalisi. (7) Rispondendo a un intervento di Benedetto Croce, nell'ambito di una <> inaugurata nel 1946 dalla <> Saba scriveva:

   Se queste cose non possono essere capite che attraverso una
   personale esperienza a che serve enunciarle? Non pretenderai mica
   che tutti gli uomini, a incominciare da Benedetto Croce, si
   sottopongano ad un'analisi? [...] Come abbiamo gia detto nel breve
   libro [...] che s'intitola Scorciatoie e raccontini [...], l'uomo e
   ancora, a giudicare dalle sue credenze, reazioni, illusioni, stati
   d'animo, ecc., un piccolo bambino, piu vicino, si direbbe, ai
   cinque che ai sei anni d'eta. Deve naturalmente superare la crisi e
   diventare adulto. [...]. Copernico-Darwin-Freud ... abbiamo
   nominate le tre grandi tappe del pensiero moderno. Se qualche poco
   l'uomo ha capito di se stesso e dell'universo, del quale e parte, e
   ad essi, e non a Kant o a Hegel che Io deve. Delle tre scoperte, la
   piu importante, quella che ci tocca infinitamente piu da vicino, e
   dalla quale nessuno puo piu astrarre e la psicanalisi. In suo
   confronto anche una grande rivoluzione politica e sociale--quale,
   p. es., la rivoluzione russa--non e che una rivoluzione in
   superficie (8). … 

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(Einhorn, 1992, p. 25)

(Einhorn 25)

1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn, 1992, p. 25).

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn 25)

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences."1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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