Feminae Ludentes Nella Commedia Rinascimentale Italiana: Gli Esempi Di Calandria E Veniexiana

By Ruggiero, Laura Giannetti | Italian Culture, Fall 2000 | Go to article overview

Feminae Ludentes Nella Commedia Rinascimentale Italiana: Gli Esempi Di Calandria E Veniexiana


Ruggiero, Laura Giannetti, Italian Culture


La celeberrima commedia del Cardinal Bibbiena e l'anonima piece del teatro veneziano apparentemente condividono ben poco. La prima e stata scritta e rappresentata diverse volte nel primo ventennio del xvi secolo, la seconda, composta probabilmente intorno al 1536, non fu mai messa in scena, se non per qualche spettacolo privato. Mentre la Calandria e unanimemente considerata una sorta di matrice del teatro italiano ed europeo del Cinquecento, la Veniexiana e ancora oggetto di disputa tra i critici, incerti se considerarla un esempio della cosiddetta commedia erudita o bensi della precedente commedia umanistica. Se la corte di Urbino e la corte papale costituiscono lo sfondo ideale su cui la Calandria si proietta, la Veniexiana e tutta e interamente connessa con la citta da cui prende il nome. La comicita spinta della Calandria e la sua trama complessa di travestimenti e scambi di persona nonche di sesso, non trova riscontro nella Veniexiana i cui protagonisti, pur coinvolti in un intrigo, non necessitano degli ingredienti tipici delle commedie del primo Cinquecento per poter svolgere le loro trame. Le due commedie sono invece comparabili per la presenza di rilevanti personaggi femminili che se nella Calandria, come e stato notato, condividono equamente lo spazio scenico con quelli maschili (1), nella Veniexiana ne sono clamorosamnete al centro.

Queste due commedie costituiscono un punto di vista privilegiato per osservare la rappresentazione femminile in un genere che si occupa prevalentemente della vita privata, come Machiavelli ha sentenziato e che mette in scena i conflitti famigliari, le contrapposizioni tra le generazioni e i sessi, e con particolare predilezione, il contrasto tra l'amore come passione e il matrimonio come configurazione di strategie sociali ed economiche. Se i personaggi di Fulvia e Santilla, Angela e Valiera si distinguono da molti altri in testi coevi per il protagonismo e la centralita nell' azione drammatica - come e stato sottolineato da diversi studi - il focus di questo saggio considera la loro costruzione ludica. Le nostre protagoniste, appartengano alla categoria della malmaritata, della vedova o della giovane senza marito e padre, evidenziano nel corso delle loro azioni e nei discorsi che le accompagnano, l'aderenza ad un modello, quello del gioco, che profondamente segna tutta la letteratura del Cinquecento, compreso il teatro. La commedia rinascimentale, appropriatamente definita un "decameron teatrale" (Borsellino "La tradizione del gioco" Passare il tempo 3-11) rivela un codice ludico sottostante che, se e stato unanimemente identificato e riconosciuto dalla critica con le onnipresenti perifrasi di "gioco nel teatro" e "gioco del teatro," non e stato ancora effettivamente circoscritto su un piano teorico e di analisi dei testi teatrali. L'idea di gioco costituisce una sorta di paradigma culturale la cui considerazione, seppur breve in questa sede, si rende necessaria prima di addentraci nell'analisi specifica dei testi.

Dalla censura platonica che considerava il gioco non piu di un'azione mimetica alla scienza e psicologia moderne che da Freud a Piaget fino ad Huizinga, l'ha invece visto come elemento creatore di cultura, l'idea di gioco e stata sottoposta a differenti se non opposte interpretazioni. (2) Nell'eta moderna, post-industriale, essa si definisce in contrapposizione all'idea di lavoro, come attivita del tempo libero in conflitto con il tempo in cui ci si guadagna da vivere. Nel Rinascimento le due sfere oppositive non sono affatto definite; il gioco e argomento serissimo, oggetto di infiniti trattati teorici e pratici e argomentazione fondante della cinquecentesca "civil conversazione" che anima le giornate dei cortigiani di Urbino. Come un sottile filo conduttore, la nozione di gioco ha percorso e stimolato la letteratura gia nelle pagine di quegli umanisti come Ficino che amavano servirsi della locuzione "serio ludere" per indicare l'habitus mentale del ragionare paradossalmente, o come Erasmus, dell'elogiare la follia per avvicinarsi alla verita. …

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(Einhorn, 1992, p. 25)

(Einhorn 25)

1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn, 1992, p. 25).

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences." (Einhorn 25)

"Portraying himself as an honest, ordinary person helped Lincoln identify with his audiences."1

1. Lois J. Einhorn, Abraham Lincoln, the Orator: Penetrating the Lincoln Legend (Westport, CT: Greenwood Press, 1992), 25, http://www.questia.com/read/27419298.

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