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Robert Benigni: Giocoliere Di Parole in la Vita E Bella

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Robert Benigni: Giocoliere Di Parole in la Vita E Bella

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Quando La vita e bella (1) e giunto nelle sale cinematografiche nel dicembre del 1997 il successo e stato completo. (2) Subito dopo Cannes 1998, come un torrente in piena, il film ha intrapreso un percorso che in poco piu di un armo gli ha conferito cinquantotto riconoscimenti internazionali, oltre a quelli vinti in Italia, (3) tramutandolo nel film piu premiato della storia. (4) La vita e bella ha riportato il maggiore incasso italiano a livello mondiale di ogni tempo, (5) polverizzando tutti i recordraggiunti dai film italiani negli Stati Uniti. (6) Superando Salvatores, Tornatore e perfino Fellini, Benigni ha quindi conquistato una fama planetaria.

Le sette candidature e i tre Oscar del 19997 hanno sturato un vero e proprio vaso di Pandora, scatenando polemiche giornalistico-culturali, reazioni che hanno indignato gli ideologi e opinioni che hanno diviso il pubblico, la critica e il mondo accademico internazionale. Gianni Amelio a riguardo ha dichiarato: "La domanda che mi pongo non e se Benigni si meritasse l'Oscar, ma se l'Oscar si meritasse Benigni. Il suo e un grande filme non c'era bisogno dell'Oscar per saperlo" (Video Reporter 22). Dario Fo a sua volta ha commentato:

C'e un fatto importante che vedo nel Nobel attribuito a me e nell'Oscar
a Benigni: i poeti, gli artisti non sono piu solo quelli che volano
alto, ma anche quelli che hanno i piedi nella realta, concreta,
tragica. E il riconoscirnento a una caratterizzazione del comico in
senso satirico e tragico. (Masi 9)

Infine, Ehud Olmert, Sindaco di Gerusalemme, ha detto: "E un film di grande sensibilita, che esprime dolore e amore. Il personaggio del piccolo Giosue e il trionfo dell'ottimismo e della vita, non l'ho mai visto espresso in modo cosi forte" (Masi 66).

Sebbene accusata di dissacrazione e di revisionismo storico, l'opera di Benigni ha ricevuto un'accoglienza calorosa anche al Festival di Gerusalemme (8) e grande appoggio da parte delle comunita culturali ebraiche di tutto il mondo. "Benigni ha rischiato molto, ha violato un tabu, ha dichiarato Cristina Borsatti, [...] quello che vuole non sia il compito del comico, l'affrontare certi argomenti. Ha urlato a gran voce che, a dispetto degli orrori, a dispetto di tutto, la vita e bella" (109).

Roberto Benigni burlone, farsesco, clownesco, nuovo mostro sacro del cinema italiano del 2000, e stato dipinto dalla stampa come un marziano, un personaggio lunare, bizzarro e curioso che cercava il bello nell'orrore. Infatti il regista, nel tentativo di rappresentare l'irrapresentabile e di narrare l'inaggirabile senso della tragedia, ha guardato alla Shoah con uno sguardo obliquo, quello del comico e ha deciso di darle un taglio diverso cogliendo l'occasione per compiere quella che Moscati ha definito una sfida per "sperimentare la potenzialita del discorso comico applicato alla tragedia" (86). Nel film inoltre Benigni ha esplorato fino ache punto il comico, come genere e figura, potesse "raccontare, conservando la specificita del suo discorso e della sua funzione, una storia tragica, anzi la tragedia storica per antonomasia, quella dello sterminio ebraico" (Simonelli e Tramontana 139).

La vita e bella ha inondato le sale cinematografiche del mondo nel 1998, l'anno che segnava il sessantesimo anniversario di una pagina infamante della storia italiana, la promulgazione delle leggi razziali del 5 settembre 1938. Esse colpirono molto anche i bambini, li discriminarono, recarono loro sofferenza, spezzando quel mondo delicato di incanto e attesa che e l'infanzia. Ricordare quell'anno attraverso gli occhi dei bambini significava dunque cambiare prospettiva e provare a capire gli aspetti dolorosi e nascosti di una discriminazione e di una esclusione che ebbero origine proprio tra i banchi di scuola italiani.

Il 3 agosto 1938 venne annunciato che, a partire dall'anno scolastico 1938-1939, sarebbe entrato in vigore il divieto di iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado degli studenti ebrei stranieri, compresi quelli gia residenti in Italia, divieto che venne in seguito ufficializzato il 18 agosto con la circolare del ministro dell'Educazione Nazionale Giuseppe Bottai. …

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