Academic journal article Annali d'Italianistica

Dall'attesa Alla Storia-Esilio. la Memoria E L'identita in Se Non Ora, Quando? Di Primo Levi

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Dall'attesa Alla Storia-Esilio. la Memoria E L'identita in Se Non Ora, Quando? Di Primo Levi

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Giuseppe Tosi, in "Dall'attesa alla storia-esilio. La memoria e l'identita in Se non ora, quando? di Primo Levi," explores the primary motives of Levi's novel: the destruction of the Ashkenazi Jewish communities during the Second World War; the sense of uprootedness among the survivors, which impelled their participation in the partisan resistance; the cultural dissolution experienced by the survivors, including their estrangement from religion and its eschatological dimension; and their entry into a history-exile in which identity and memory are irredeemably compromised. The sudden disappearance of the past imposes its shadow on the survivors, permanently marking their attempts to rebuild their lives.

Dov'e la mia casa? E in nessun luogo. E nello zaino che mi porto dietro. (Levi, Se non ora, quando? 200)

1. La memoria spezzata

Se non ora, quando? si apre con una immagine retrospettiva, una rievocazione del passato. Mendel, il protagonista, che di professione faceva l'orologiaio, ricorda che al suo paese

di orologi ce n'erano pochi. Ce n'era uno sul campanile, ma era fermo da non so quanti anni, forse fin dalla rivoluzione: io non l'ho mai visto camminare, e mio padre diceva che neanche lui. Non aveva orologio neppure il campanaro. (3)

Al termine della vicenda, dopo un interminabile viaggio che lo ha condotto, insieme con i suoi compagni, dalla remota e ostile Polessia all'Italia dell'immediato dopoguerra, Mendel sbircia la prima ed unica pagina di un quotidiano di cui non riesce a capire i titoli.

[...] il giornale, costituito da un solo foglio, portava un titolo in corpo molto grande [...]. Quel giornale era del martedi 7 agosto 1945, e recava la notizia della prima bomba atomica lanciata su Hiroshima. (259)

L'intera vicenda narrata e compresa all'interno di questi due termini temporali che determinano, in ultima analisi, anche l'ambito della biografia di Mendel, il suo principio e la sua fine. L'itinerario di Se non ora, quando?, dunque, comincia e termina con due nozioni di tempo che si situano in opposizione l'una all'altra: ad un principio in cui prevale una assenza del tempo, o una sua sospensione, fa riscontro una fine caratterizzata dalla precisione di una data che non si rivela solo come sequenza lineare del calendario ma anche e soprattutto come l'evento storico che la differenzia. Entrambe le nozioni sviluppano un significato simbolico preciso: rappresentano, cioe, un prima e un dopo nella storia di Mendel e di un gruppo di partigiani ebrei e del loro lunghissimo viaggio di sopravvivenza nel tentativo di raggiungere la Palestina. (1) E un esodo che si rinnova e che si situa in una discontinuita temporale tra cio che era prima della storia--nella tradizione ebraica il tempo escatologico dell'attesa, della redenzione, della venuta del messia--e cio che segue, dopo il diluvio--la guerra--l'esilio in un percorso storico secolare che inaugura un nuovo inizio faticoso, contraddittorio e inquietante. Tra questi due estremi si situa la Shoah, la distruzione dell'ebraismo aschenazita, la morte di dio. (2)

Il gruppo di partigiani si lascia alle spalle le rovine della guerra ma anche i tragici eventi che hanno segnato la distruzione delle comunita ebraiche orientali ad opera dell'invasione tedesca: sono tutti scampati alla morte, hanno tutti avuto le loro famiglie massacrate e le loro case distrutte, sono tutti superstiti di un tempo e di un luogo che non esistono piu. Tutto cio che era prima della distruzione--modelli e forme di vita familiari, comunitari e religiosi--resta cristallizzato all'interno di una memoria del passato a cui non e piu possibile fare riferimento senza la coscienza paralizzante della sua indicibilita. La memoria di quel passato puo solo offrire, ai sopravvissuti, sequenze frammentarie di cio che era la vita prima del presente, visi, voci, ritratti, immagini familiari, personaggi che entrano ed escono di continuo dalle quinte della memoria, che si presentano, magari non voluti, nel campo visivo del ricordo, alcuni con la loro storia, altri con il solo aspetto fisico, molti abbandonano la scena per non tornarci mai piu. …

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