Academic journal article Annali d'Italianistica

Montaggio E Surplus Di Liberta Nel Cinema Italiano *

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Montaggio E Surplus Di Liberta Nel Cinema Italiano *

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Gli strumenti tecnologici non sono neutri. Una societa (e la sua cultura) si distingue da un'altra anche e soprattutto dagli oggetti utilizzati. La stessa funzione viene svolta--in due culture differenti--utilizzando differenti strumenti, anche se il risultato da raggiungere alla fine e esattamente lo stesso. Montare un film, per esempio. Lo strumento di cui parliamo e la moviola. Ora, una moviola italiana (o francese) e radicalmente diversa da una moviola americana (o inglese). La moviola nasce come una specie di proiettore modificato, un proiettore che deve permettere la visione a una, due, tre persone, ma in grado di consentire l'interruzione frequente della visione e la manipolazione della pellicola, oltre che della banda magnetica sonora, ancora separata dall'immagine in questa fase della lavorazione del film.

La funzione risulta ben definita, lo scopo e montare un film. Ma la moviola italiana (diciamo europea) e costruita in maniera molto diversa da quella americana, essendo strutturata interamente sull'asse orizzontale. I rulli della pellicola scorrono in piano, sotto gli occhi del tecnico e di chi lavora con lui (assistente, regista, ecc.). Il modello di riferimento e quello di una scrivania, sulla quale le bobine vengono srotolate e ri-arrotolate, tagliate, manipolate, confrontate. Lo schermo e delle dimensioni di una piccola televisione. Naturalmente, il montatore e gli altri attorno a lui stanno seduti a una specie di scrivania. Una organizzazione della tecnologia di montaggio che e rimasta in vigore in Italia e nelle culture cinematografiche europee per decenni, fino all'avvento delle nuove tecnologie di editing basato su computer.

In Italia lo strumento usato per il montaggio e sempre stato chiamato "moviola", ma bisognerebbe chiamarlo piu correttamente "tavolo di montaggio". E cosi lo chiamano infatti gli americani, che in passato lo hanno anche soprannominato scherzosamente flat-bed, o pianale di autocarro o carro ferroviario. Ma, in realta, storicamente la vera Moviola e uno strumento molto diverso, progettato nelle culture cinematografiche anglosassoni (il nome proviene dall'inglese movie): si tratta di una macchina piu compatta, nella quale non esiste il senso della scrivania, ma i rulli sono posti in verticale, proprio come nella "macchina-madre" (il proiettore), e lo schermo per la visione e piu piccolo. Qualcosa che assomiglia, idealmente, a una macchina per cucire.

Davanti alla Moviola americana il montatore poteva stare anche in piedi. Il modello di riferimento culturale era quello di un operaio in piedi davanti alla sua macchina dentro una vera fabbrica. Al contrario, il modello culturale di riferimento del montatore europeo era quello quasi impiegatizio (o comunque intellettuale, non operaio ma piccolo-borghese) dell'uomo seduto al suo tavolo, alla sua scrivania.

Se, poi, riflettiamo sul fatto che la grandezza maggiore dello schermo della moviola europea consente comunque la visione ad un certo numero--seppur limitato--di persone, automaticamente il pensiero va ai differenti limiti della figura del regista in Europa e nella vecchia Hollywood. Il regista italiano era tradizionalmente un autore, dall'idea iniziale fino al film finito. In quanto tale, continuava a tenere il timone del film anche durante il montaggio. Il regista americano, invece, era soprattutto un direttore del set (director) e, in quanto tale, veniva escluso dalla cosiddetta post-produzione, tranne rare eccezioni. Quindi la grandezza dello schermo della moviola italiana e anche il segno della diversita di quella che e stata per anni e anni la funzione-montaggio nel cinema italiano ed europeo: la moviola come luogo di crescita del film, di evoluzione del racconto, di confronto dialettico fra il regista e il montatore (rispetto a una posizione un po' piu defilata del producer). Insomma, mentre la stanza della moviola nel cinema italiano era soprattutto il luogo nel quale il film si "metteva in discussione", nella catena di montaggio hollywoodiano era l'officina dove le sceneggiature (di ferro) venivano tradotte in sequenza con minor margine di liberta e con piu attenzione al ritmo del montaggio. …

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