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Caro Diario E Palomar: Guardando Tra le Righe Alla Ricerca Di Un Senso ... Mai Avuto

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Caro Diario E Palomar: Guardando Tra le Righe Alla Ricerca Di Un Senso ... Mai Avuto

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In un'intervista degli anni Settanta Zavattini, alla domanda se fosse d'accordo che la soggezione della parola all'immagine fosse ormai scontata, rispose che la tendenza a considerare parola e immagine come categorie separate era, piuttosto, "antitetic[a] al processo di fondo che sta andando avanti, cioe l'interdisciplinarieta tra le varie forme dello spirito" (899). Posizione, questa, che non sorprende se si considera la duplice attivita del regista-scrittore, la cui scrittura diaristica, come ben notato da Fortichiari, si e sempre configurata in termini prettamente visivi:

... Diario in forma di narrazione cinematografica, cinema in forma di resoconto diaristico, [...] certe situazioni raccolte nel suo giornale privato si possono pensare nei termini di sequenze filmiche, progetti di brevi sceneggiature autonome. L'immagine, la raffigurazione visiva ne e l'elemento dominante, con un senso di concretezza implicito nella parola. (Fortichiari in Zavattini 44)

Un analogo incontro di parola e immagine sara qui indagato in due artisti che pur sono relativamente lontani in quanto a generazione e a campo artistico di espressione, Nanni Moretti e Italo Calvino. Caro Diario (1993) e Palomar (1983) verranno quindi letti come luoghi di una riflessione che parte in entrambi i casi dal rapporto dell'autorepersonaggio con la realta, o meglio dai problemi posti dal suo entrare in contatto con il mondo e, quindi, dal comunicare con esso. In Caro Diario attraverso il mezzo cinematografico, che ha nello sguardo il suo strumento privilegiato, vengono indagati il linguaggio e la scrittura, filmici e non, nel loro difficile farsi, nei loro abusi, ma anche nella loro potenzialita a farsi tramite tra individuo e realta. Anche in Palomar si riflette sul linguaggio e sulla scrittura come manifestazioni di questo rapporto con la realta e se ne sondano, quindi, le possibilita come strumenti per dominare la complessita; tale riflessione, tuttavia, e condotta in modo indiretto, indagando in primo luogo il potere dello sguardo come strumento di conoscenza della realta per giungere poi anche in questo caso a sovrapporre visione e lettura, ovvero da un lato linguaggio e scrittura di immagini, dall'altro linguaggio e scrittura di segni verbali.

Linguaggio scritto e linguaggio visivo si incontrano, allora, nella scrittura e nelle immagini. Ne segue una contaminazione di linguaggi, stili e approcci all'oggetto che approda, in Palomar, a uno stile che da narrativo si fa descrittivo e, in Caro diario, allo svolgersi di un diario visivo, che, scritto sotto gli occhi dello spettatore, si traduce in immagini da leggersi attraverso la mente del regista-autore, e in scrittura narrata da ascoltarsi come scrittura parlata. La meditazione sul rapporto con il cinema sia italiano che americano, e con la televisione rivela in Caro Diario una dimensione autoriflessiva, specificamente meta-cinematografica, che in termini letterari si avverte, d'altra parte, anche in Calvino, nel coincidere di oggetto di riflessione (la realta e il modo di accostarla) con lo stile della narrazione, descrizione che nasce dall'osservazione (il modo, appunto, di Palomar di avvicinarsi alla realta). Il contenuto diventa riflessione sul linguaggio, ovverosia sul modo di scrivere in un caso, di rappresentare nell'altro, e in entrambi i casi, sulla possibilita stessa di comunicare, arrivando cosi a toccare una questione che pertiene, piu che alla metascrittura, alla vita stessa, una questione, in arre parole, esistenziale.

La natura ambiguamente autobiografica delle due opere: il punto di vista

In Caro diario la voce narrante e il personaggio, Nanni, coincidono palesemente in virtu del genere diaristico, dato che chi anima il diario, cioe Nanni personaggio, e necessariamente chi lo scrive/racconta. Il problema piuttosto e, come ha rilevato Fornara, "quanto questo Nanni Moretti corrisponda al Nanni Moretti vero" (96), cioe quanto di Nanni Moretti regista e uomo ci sia nel film o, in altre parole, quanto il regista metta in scena se stesso. …

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