Academic journal article Annali d'Italianistica

L'umanesimo Quadrato Di Alberto Savinio

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L'umanesimo Quadrato Di Alberto Savinio

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1. "Umanistico ardore"

Il destino di un irregolare come Savinio--dedito per vocazione al piu ingegnoso bricolage enciclopedico--e quello di fornire con le sue pagine un inesauribile serbatoio di citazioni, talora facilmente apodittiche, che come grumi minimi di significazione argomentativa possono innestarsi sul tronco di tutti i filoni della cultura contemporanea. La tentazione e quella di leggerlo a frammenti, prescindendo dalle costanti ideologico-figurali che pure informano tutta la sua opera, per lanciarsi nel disegno--suggestivo quanto insidioso--delle attualizzazioni. Tant'e che riflettendo su certe tendenze metamorfiche del suo immaginario si sarebbe portati ad attribuirgli requisiti di precursore del postumanesimo, magari in virtu di affermazioni del genere:

Anche oggi si parla molto dell'uomo. E anche questo persistente parlare dell'uomo, questo accentrare sull'uomo ogni interessamento e ogni attenzione, e esso pure un tentativo di ricostituire la perduta forma dell'universo. Come si giustifica questo persistente interesse per l'uomo? Dell'uomo come rappresentante della luce di Dio sulla terra, non e piu il caso di parlare. E nemmeno dell'uomo come libero dominatore della natura.

(Scritti dispersi 494)

Siamo agli inizi 1947, quando da pochi mesi Sartre ha sperimentato un tentativo di convergenza fra esistenzialismo e umanismo. Ma le ragioni piu aggiornate del dibattito filosofico si saldano, nel prisma epistemologico del Grande Dilettante, come Savinio stesso ama definirsi, con le recenti acquisizioni scientifiche:

Un'altra ragione ancora vieta ormai la formazione di un animo umanistico, ed e che nella natura di oggi l'uomo non e piu quell'unico personaggio volitivo e pensante che era nella natura di ieri, ma e una "parte" di questa stessa natura, formato degli stessi elementi che compongono la natura, risultato egli pure di quella stessa energia che crea all'infinito infiniti risultati, e all'infinito li "screa". Come acquistare dunque un umanistico aristocratismo di fronte alla natura, come eccellere in mezzo a questo universale comunismo fisico?

E un'altra ragione ancora e che la condizione "umanistica" era possibile in un mondo diviso in organico e inorganico, e l'uomo collocato al vertice del mondo organico, ma non e piu possibile in un mondo nel quale questa divisione non esiste piu.

(Scritti dispersi 495)

In effetti il superamento di dicotomie come quella organico/inorganico--superamento che l'autore registrava anche sulla scorta degli esperimenti di Wendell Meredith Stanley, che da pochi mesi aveva ricevuto il Nobel per la chimica per aver individuato il virus del mosaico del tabacco (Savinio, NE 204) --e oggi uno dei cardini dei manifesti post-human (Marchesini 72-104). Ma ai fini di questo studio l'ipotesi di un Savinio precursore del postumanesimo puo valere soltanto come provocazione euristica dalla quale prendere l'abbrivio per un'indagine piu circostanziata del problema, facendo reagire nuclei e concetti del mondo saviniano alla cui sinergia non si e ancora prestata la dovuta attenzione.

Non si tratta ovviamente di riconoscere alla sua scrittura la caratura o la coesione del discorso speculativo, anche perche la sensazione dominante e che Savinio, pur seguendo con attenzione il dibattito filosofico di quegli anni, prediliga una nietzscheana inattualita del suo impasto saggistico-artistico; il caleidoscopio che percorre e scompone i piu ampi orizzonti diacronici della cultura europea e la forma basica del suo fare argomentativo. Cio che, dunque, puo risultare utile in termini di contributo al dibattito, sembra piuttosto seguire le stratificazioni di questa forma, provando a individuare alcuni spunti di riflessione da riorganizzare criticamente.

Bisogna allora partire dalla constatazione fondamentale che il concetto di umanesimo non ha, nell'idioletto saviniano, una fisionomia storicamente definita. Tuttavia c'e un particolare momento della storia del sapere europeo al quale Savinio si mostra particolarmente sensibile nelle sue pagine saggistiche: quello delle grandi utopie tardo-rinascimentali. …

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