Academic journal article Annali d'Italianistica

"Necrofilia" E Prosopopea Della Materia: La Personificazione in Marinetti

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"Necrofilia" E Prosopopea Della Materia: La Personificazione in Marinetti

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"[...] li poete anno parlato alle cose inanimate si come se avessero senso o ragione, e fattele parlare insieme; e non solamente cose vere, ma cose non vere."

(Dante Alighieri, Vita nova 16, 8)

"Le cose si sformano in aspetti strani: occhi che guardano, orecchi che sentono, braccia che si tendono, un ghigno sarcastico e una minaccia in tutte le cose."

(Carlo Michelstaedter, La persuasione e la rettorica 57)

"La vita--questa prosopopea della materia."

(Emil Mihai Cioran, Sillogismi dell'amarezza 76)

Marinetti non era un "necrofilo". Non lo era ovviamente nel senso comune del termine, ma nemmeno nell'accezione concepita da Erich Fromm nel suo studio dedicato all'aggressivita umana. In The Anatomy of Human Destructiveness Fromm giunse a sostenere che il Manifesto del Futurismo rappresentasse la prima manifestazione letteraria di quella forma di aggressivita maligna che definiva "necrofilia" (10). Tale concetto e da intendersi non come la perversione sessuale a cui comunemente il termine e associato, ma piuttosto come una disposizione caratteriale che dimostra un esclusivo interesse a distruggere per semplice amore di distruzione, una pulsione puramente meccanica che si manifesta nel desiderio di fare a pezzi ogni forma di vita (Fromm 332).

Stabilita una connessione tra venerazione della tecnologia (il termine usato e in realta "technique") e distruzione, Fromm cita il Manifesto del Futurismo del 1909 e quello che lui chiama "[t]he second Futurist Manifesto" (1) del 1916 per documentare la sua tesi con un'esplicita testimonianza della suddetta equazione (344-45); vi sono rintracciati, quasi per assioma, i caratteri essenziali della presunta "necrofilia" marinettiana: il culto della velocita e della macchina, la glorificazione della guerra, la distruzione della cultura, la misoginia, ecc. In maniera fin troppo sbrigativa Luciano De Maria ha sdegnosamente liquidato queste riflessioni di Fromm su Marinetti relegandole ad una nota della Postfazione alla seconda edizione del fondamentale volume Teoria e invenzione futurista nella collana dei "Meridiani" del 1983 (TIF 1212, n.1). (2) Discutendo il tema assai controverso della polemologia marinettiana, De Maria riprende la conclusione di "Das Kunstwerk im Zeitalter Seiner Technischen Reproduzierbarkeit" di Walter Benjamin, tacciando il noto saggio di eccessiva astrattezza, per quindi infierire su Fromm, accusato di acriticita e di una conoscenza inadeguata dell'ampia produzione letteraria di Marinetti.

Alle prese con le medesime problematiche, anche Claudia Salaris ha respinto le conclusioni di Fromm che, ricordiamolo, finiva per associare in modo indiscriminato Marinetti, Hitler, le guardie dei campi di concentramento e i membri della polizia segreta stalinista (Marinetti. Arte e vita 163). La Salaris risponde a Fromm relativizzando la polemologia marinettiana attraverso il tentativo di una contestualizzazione che si richiama, da un lato, alla tradizione letteraria dell'epica e, dall'altro, al pensiero filosofico che va da Eraclito a Marx, passando per Hegel, fino a Proudhon e alla prima guerra mondiale. (3)

Per quanto mi riguarda, negando la "necrofilia" marinettiana non intendo in alcun modo riabilitare Marinetti dalle responsabilita storiche e morali che discendono dalle sue posizioni ideologiche ne dalle implicazioni di quell'estetizzazione della politica, quindi della guerra, che ha notoriamente evidenziato il saggio di Benjamin appena ricordato; e del resto, come osservava Benjamin stesso, a Marinetti non mancava certo il dono dell'esplicitezza (Illuminations 242). Non si tratta, dunque, di riscrivere la storia apologeticamente quanto piuttosto di superare l'impasse di una critica troppo preoccupata di trovare nei testi letterari la conferma documentaria ai suoi assunti teorici, piu o meno pregiudiziali che essi siano. Negare la "necrofilia" marinettiana per me significa oltrepassare il luogo comune, quindi gia stabilito, del Marinetti fascista, militarista e cantore della macchina; sorpassarlo non perche falso o inattuale ma perche appunto gia stabilito, dato gia acquisito. …

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