Academic journal article Italica

La Cultura Attraverso la Pubblicita

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La Cultura Attraverso la Pubblicita

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L'uso della pubblicita nell'insegnamento di una lingua straniera ha un indiscutibile effetto motivante e mette lo studente in contatto con la lingua e la cultura quotidiane. Un'accurata selezione e contestualizzazione dei materiali consente al docente di rispondere alle diverse esigenze didattiche e organizzative in riferimento a

* livello,

* argomento della lezione,

* sviluppo di abilita,

* sviluppo di ambiti lessicali, fonologici, morfologici e sintattici,

* contesto culturale,

* stagionalita delle lezioni,

* eta degli apprendenti.

Grazie alla sua flessibilita e facilita di reperimento la pubblicita dovrebbe quindi essere considerata un elemento utile non solo nella didattica di una lingua straniera, ma anche nella presentazione e acquisizione di modelli culturali.

Nel 1979 Mollica volgeva il suo sguardo alle potenzialita del linguaggio pubblicitario in un pioneristico saggio dal titolo "A Tiger in Your Tank: Advertisements in the Language Classroom." Siamo debitori allo studioso italo-canadese di questa riflessione cheha spostato il punto di vista, fino ad allora quasi esclusivamente di tipo linguistico, agli aspetti semiotici e all'utilizzo didattico di questo particolare tipo di comunicazione, e dell'ispirazione che ci ha portato all'acronimo ROAR, utilizzato in questo saggio per puntualizzare gli obiettivi che il docente puo raggiungere attraverso l'utilizzo della pubblicita in classe:

Rompem la monotonia,

Ottenere risultati,

Aumentare il coinvolgimento degli studenti,

Rendere il compito piu interessante.

La pubblicita veicola la lingua, i gusti, la mentalita, i bisogni, in una parola la cultura di un paese. Per questo e importante insegnare a leggere la pubblicita, in quanto si tratta di materiale autentico che rappresenta uno spaccato dell'Italia nel momento in cui il messaggio viene prodotto e trasmesso (Pavan, Saper osservare la pubblicita). Imparare a leggere la pubblicita vuol dire, quindi, acquisire gli strumenti per poter seguire l'evoluzione di una cultura, egregiamente rappresentata in spot televisivi, radiofonici, su internet, giornali e manifesti.

   Desideri afferma:

   Dato per scontato che il vero obiettivo del messaggio pubblicitario
   e il destinatario, e poiche tale messaggio si rivolge ad un target
   definito che si presume sia in sintonia con i valori espressi dal
   messaggio stesso, il coinvolgimento dell'uditorio verso una
   determinata pubblicita dipende dalla condivisione e daila
   identificazione con i contenuti, i modelli e i valori culturali
   proposti dall'annuncio. Tale identificazione tra emittente e
   ricevente della comunicazione pubblicitaria e spesso acritica e
   inconsapevole, ma certamente voluta e ricercata da chi ha
   confezionato l'headline. Colui che produce pubblicita sa
   perfettamente quali siano i codici conosciuti dai pubblico a cui
   intende rivolgersi, quale sia il linguaggio adatto per farsi
   comprendere dal destinatario e quali siano le possibili
   interpretazioni che saranno date del messaggio (173).

La pubblicita puo essere intesa come un atto comunicativo che avviene tra il pubblicitario e il target, l'individuo che viene "colpito" dal messaggio. Sia il pubblicitario (inteso come gruppo creativo: copywriter, art director ecc.) che il potenziale spettatore appartengono ad una cultura che puo essere la stessa per entrambi, ma essi possono anche appartenere a culture diverse. Capire le differenze e individuare le analogie in un atto comunicativo che avviene coinvolgendo emittente e ricevente che appartengono a culture diverse e un importante punto d'inizio per capire inche misura le culture possono essere differenti o assomigliarsi, e in seguito a questa consapevolezza favorire il buon esito della comunicazione stessa, oltre ad avviare un percorso di sensibilizzazione alla consapevolezza interculturale (Pavan, "La dimensione interculturale"). …

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