Academic journal article Italica

Vittorini in Conversazione Con Wilder

Academic journal article Italica

Vittorini in Conversazione Con Wilder

Article excerpt

Questo articolo mette in luce l'importanza che la scoperta del teatro di Thornton Wilder ebbe nell'elaborazione vittoriniana di una poetica narrativa che, da Conversazione in poi, si lascio plasmare sempre di piu dalle riflessioni che lo scrittore siracusano andava conducendo sul contributo rivoluzionario che il teatro avrebbe apportato alla creazione di un linguaggio narrativo fortemente innovativo e alla diffusione di una nuova coscienza politica e culturale. (1)

Servendomi dell'ausilio di alcuni articoli pubblicati da Vittorini contemporaneamente e successivamente alla stesura di Conversazione, mettero in rilievo inche modo la tecnica e i contenuti del teatro wilderiano, e in particolare del dramma Our Town, (2) influenzano la tecnica compositiva e il messaggio "suggellato" di Conversazione in funzione eversiva rispetto alla tradizionale narrazione di tipo "naturalista." Quest'analisi ricevera ulteriore conforto dalla lettura critica di brani scelti della prova teatrale incompiuta Atto Primo e del romanzo resistenziale Uomini e no, nei quali ricorrono tematiche e tecniche di derivazione wilderiana gia utilizzate in Conversazione.

In una recensione entusiastica di Our Town, pubblicata su Omnibus nel novembre del 1938, Vittorini afferma che il drammaturgo americano ha creato con Our Tozon un "nuovo genere" nel quale e riuscito a dare "un'idea dell'uomo e della storia umana che persuadesse per bellezza pura di arabesco" (Vittorini, Letteratura 1938-1965 37). Per Vittorini, Wilder ha rivoluzionato il genere teatrale a partire da una forma intellettualizzata nella quale ha poi tradotto un contenuto quotidiano, triviale, per nulla eccezionale. Tale contenuto ordinario acquista pero una sostanza "magica" grazie ali'arabesco del gioco formale e all'intervento dello Stage Manager che dialoga con lo spettatore, sospende l'immedesimazione del pubblico nello spettacolo teatrale, sposta l'azione avanti e indietro nel tempo e addirittura la trasporta al di fuori dello spazio umano, nell'oltremondo.

Come ho gia dimostrato altrove (Ferrara, "Conversazione teatrale" 35-48), e grazie alla "traduzione" narrativa dello straniamento teatrale wilderiano e brechtiano che Vittorini riesce a far implodere la forma naturalista del romanzo dal suo interno ed a realizzare, come afferma Girardi, una "drammatizzazione dell'epos narrativo" (49).

Vediamo adesso pero come si realizza in termini pratici questa "traduzione" e quali sono i presupposti che presiedono alla rivoluzione formale wilderiana.

1. Lo straniamento wilderiano e il concetto di "due volte reale"

Il personaggio dello Stage Manager e l'incarnazione dei meccanismo di straniamento che Wilder utilizza per resuscitare un teatro americano che aveva perso ai suoi occhi qualunque credibilita (Morash 37-40).

In una prefazione ai Three Plays scritta nel 1957 (Wilder, Our Town 7-14), (3) Wilder sostiene che verso la fine degli anni Venti aveva perso il piacere di andare a teatro. Quando vi andava era per ammirare alcuni aspetti secondari della rappresentazione, frutto dell'abilita di un bravo regista o di un grande attore, ma continuava a crescere in lui la convinzione che, nonostante il teatro fosse la piu alta fra tutte le arti, qualcosa era andato storto nel teatro contemporaneo. Wilder provava ammirazione per le rappresentazioni di lavori classici reinterpretati da registi come Max Reinhardt e Luis Jouvet e dalla compagnia teatrale Old Vic, oppure per opere quali Desire Under the Elms di Eugene O'Neill e The Front Page di Hecht e MacArthur ma il problema era che egli non credeva ad una sola parola di quello che veniva rappresentato sulla scena. Per spiegare il proprio concetto, Wilder utilizza elementi della filosofia platonica secondo la quale credere equivale a "ricordare di sapere." In altre parole, andando a teatro ed assistendo alia messa in scena di un'opera di fantasia, la reazione che dovremmo avere e quella di credere alla storia che si svolge davanti ai nostri occhi, o al messaggio poetico che quella storia esprime, perche quel messaggio lo conosciamo gia, ne abbiamo elaborato la conoscenza attraverso la nostra esperienza diretta della realta e l'opera di fantasia non fa altro che risvegliarcene il ricordo. …

Search by... Author
Show... All Results Primary Sources Peer-reviewed

Oops!

An unknown error has occurred. Please click the button below to reload the page. If the problem persists, please try again in a little while.