Academic journal article Annali d'Italianistica

"Essere Bambini Fino Alla Fine": Il Resto Di Niente Di Enzo Striano E Antonietta De Lillo

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"Essere Bambini Fino Alla Fine": Il Resto Di Niente Di Enzo Striano E Antonietta De Lillo

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"Essere bambini fino alla fine, [...] costruirli i sogni, non dirli soltanto. Volerli." Gaetano Filangieri conclude con queste parole la sua apparizione all'interno del film di Antonietta De Lillo II resto di niente (2004), adattamento dell'omonimo romanzo pubblicato nel 1986 da Enzo Striano (1927-1987). Il celebre giurista Filangieri, autore della Scienza della legislazione (1780), segnala la sua delusione per essere morto prima della rivoluzione repubblicana a Napoli, avvenuta nel 1799.

L'introduzione di Filangieri come interlocutore della protagonista Eleonora Pimentel de Fonseca costituisce una delle principali modifiche dell'adattamento cinematografico del romanzo di Striano; scopo di questo lavoro sara innanzi tutto quello di definire cosa si intende per adattamento cinematografico e successivamente evidenziare come il film Il resto di niente sfidi i quattro tipi di cliche considerati da Linda Hutcheon nel suo libro A Theory of Adaptation. Inoltre, si cerchera di individuare in che modo libro e film sviluppano l'idea della rivoluzione come "gioco" e, da ultimo, si accennera alle implicazioni dell'adattamento cinematografico creato da una regista (donna) dal libro di uno scrittore (uomo) che ha come protagonista una donna.

Secondo Hutcheon, gli adattamenti costituiscono una parte essenziale della cultura occidentale e ribadiscono l'intuizione di Benjamin secondo il quale il narrare storie e l'arte di ripetere le storie (2). Hutcheon ci ricorda che gia Aristotele aveva affermato quanto l'imitatio fosse un tratto distintivo dell'essere umano e una fonte di piacere nell'arte: imitatio intesa non come plagio ma come reinterpretazione creativa (20). Diversamente dalla parodia, gli adattamenti sottolineano la relazione con la loro fonte. Spesso, soprattutto per quanto riguarda gli adattamenti da libro a film, essi sono criticati o trattati come opere secondarie o derivative perche alcuni considerano la letteratura superiore ad altre forme artistiche a causa della sua anzianita. Questa gerarchia implica una sorta di quelle che Hutcheon, riprendendo Stam, definisce "iconofobia", o sospetto nei confronti delle immagini, e "logofilia", o amore per la parola, considerata sacra (4). Allora perche gli adattamenti sono cosi frequenti? Una delle ragioni fondamentali e, come sottolineato prima, il piacere di ascoltare una storia gia conosciuta e individuarne delle variazioni. Il rapporto con la fonte, infatti, e tutt'altro che passivo: la creativita e essenziale perche "adattare" significa "rendere adatto", "adeguare", "modificare". Secondo Hutcheon, quindi, l'adattamento puo essere descritto come "an acknowledged transposition of a recognizable other work or works; a creative and an interpretative act of appropriation/salvaging; an extended intertextual engagement with the adapted work" (8). Raccontare una storia e descrivere, spiegare, espandere; mostrare una storia implica una performance uditiva e visiva. Fondamentale e quindi la maniera in cui avviene la trasposizione intersemiotica dal sistema significante delle parole a quello delle immagini:

In the telling mode--in narrative literature, for example--our engagements begins in the realm of imagination, which is simultaneously controlled by the selected, directing words of the text and liberated--that is, unconstrained by the limits of the visual or aural. We can stop reading at any point; we can re-read or skip ahead; we hold the book in our hands and feel, as well as see, how much of the story remains to be read. But with the move to the mode of showing, as in film and stage adaptations, we are caught in an unrelenting, forward-driving story. And we have moved from the imagination to the realm of direct perception--with its mix of both detail or broad focus.

(Hutcheon 23)

Ogni mezzo espressivo ha la sua propria specificita, le sue proprie convenzioni, la sua propria essenza. Spesso le trame di lunghi romanzi come II resto di niente devono essere ridotte e i personaggi condensati, ma cio non implica una perdita bensi un arricchimento grazie ai mezzi propri del cinema come, ad esempio, l'aggiunta di corpi, voci, suoni, musica, costumi, architettura. …

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