Academic journal article Annali d'Italianistica

Lavoro E Letteratura Dall'antichita Al Rinascimento: (All'amico Francesco Guardiani)

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Lavoro E Letteratura Dall'antichita Al Rinascimento: (All'amico Francesco Guardiani)

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Il lavoro, l'attivita lavorativa fisica, accompagna l'uomo fin dalla notte dei tempi, eppure solo nell'era moderna entra fra i temi della letteratura e con uno spazio commisurato alla vastita e importanza che appare ovvia a tutti. Questo ritardo ha qualcosa di anomalo se si pensa che altre attivita umane, come la guerra o la cura dei figli o l'amore o la preghiera, abbiano addirittura "invaso" la letteratura e siano stati dei veri magnolia o temi primari fin dagli esordi della scrittura letteraria. La spiegazione piu semplice e quasi paradossale: il lavoro e assente perche e troppo presente, cioe fa parte della quotidianita e per questo non ha sollecitato l'attenzione degli autori i quali in genere prediligono i dati e gli eventi eccezionali che rendono la letteratura piu interessante e addirittura la giustificano. Un altro motivo potrebbe essere la valorizzazione che si dava al lavoro.

Ma di quale lavoro parliamo, di quello manuale o di quello intellettuale? Non c'e dubbio, infatti, che sia esistita fin da sempre una differenza fra i due tipi di lavoro perche quello manuale risponde a una "necessita" e richiede una prestazione fisica di cui ogni uomo dovrebbe essere capace, mentre il lavoro "intellettuale" e creativo e non tutti gli uomini sono in grado di svolgerlo. Ne consegue che il lavoro fisico costituisca la normalita o il quotidiano di cui parlavamo, mentre l'attivita intellettuale si restringe a un ceto limitato di privilegiati, e la letteratura su questo secondo tipo di lavoro (ad esempio Vite e dottrine dei piu celebri filosofi di Diogene Laerzio) risale a tempi antichi. Quanto diciamo sembra contraddetto da una delle opere che appartengono alle origini della letteratura occidentale, cioe Le opere e i giorni di Esiodo, dedicata anche al lavoro fisico inteso quasi esclusivamente come agricoltura e marginalmente come attivita nautica. Ma dato il progetto cosmogonico e religioso dell'opera, Esiodo vede il lavoro dei campi sotto l'aspetto del "calendario", dell'etica del buon agricoltore e della sua vita in famiglia, per cui ben poco apprendiamo degli aspetti fisici e pratici del lavoro dei contadini. In ogni modo non sembra che l'insegnamento di Esiodo abbia prodotto una robusta letteratura sul lavoro. Il tema, pero, interesso presto i filosofi, e probabilmente la valutazione negativa che questi ne diedero fu la causa maggiore del silenzio della letteratura sull'argomento.

Chi si occupa del tema del lavoro nella letteratura si trova nella situazione di dover disporre di scarsissimi materiali; in compenso, dispone di un continuo e robusto filone di valutazioni su varie attivita manuali che pero vengono soltanto indicate o tutt'al piu descritte in modo approssimativo. Tale situazione si perpetua per molti secoli fino alle soglie dell'eta moderna quando le valutazioni cambiano tono: solo allora la letteratura prendera atto della presenza del lavoro manuale e lo includera fra i suoi temi. A noi interessa quel momento particolare perche potremmo disporre di testi letterari. Pero molte cose di quel fenomeno ci risulterebbero poco chiare se non tenessimo conto del peso che la tradizione ha avuto sia nel ritardarne l'avvento sia nel determinarne gli sviluppi e le forme che prese. Siamo davanti ad un fenomeno che si apprezza meglio se lo si considera come momento di una "mentalita" che giunge ad un punto di maturazione in cui sono gia presenti i germi del cambio. Le mentalita e le tradizioni hanno un elemento di vischiosita che rallenta i processi di mutamento, ma offrono anche le basi e le spinte per le modifiche che a lungo andare portano le mentalita e le tradizioni a morire; e per questo vanno studiate nell'arco di una longue duree (1) Pertanto sara opportuno indugiare brevemente sulla storia che precede e che poi converge nella cultura del Cinquecento.

Il lavoro nel mondo antico

Platone e Aristotele--i due pilastri del pensiero occidentale--concordano nel dividere l'attivita umana in due specie, una intellettuale e una pratica. …

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