Academic journal article Annali d'Italianistica

Prima Della FIAT: Lavoro E Lavoratori, Realizzazione E Sfruttamento (1869-1908) Nella Torino Di Edmondo De Amicis: (A Luciano Tamburini, in Memoria)

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Prima Della FIAT: Lavoro E Lavoratori, Realizzazione E Sfruttamento (1869-1908) Nella Torino Di Edmondo De Amicis: (A Luciano Tamburini, in Memoria)

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La rappresentazione del lavoro e dei lavoratori puo essere considerata a ragione la costante tematica e strutturale dell'ampia produzione letteraria di Edmondo De Amicis, dai racconti sull'esercito e sulla vita militare negli anni Sessanta ad Unificazione appena avvenuta, ai reportages di viaggio degli anni Settanta fino agli scritti sulla scuola dei due decenni successivi. In seguito, quando il dolore e l'amarezza esistenziali e storici aggiunsero allo smalto di agile e brillante bozzettista, di colui che ritrae virtu e vizi di una societa in costante mutamento, una prospettiva piu profonda e un disincanto riflessivo, libri quali La carrozza di tutti dell'ultimo anno dell'Ottocento e il romanzo incompiuto Primo maggio, inedito fino agli anni Ottanta del Novecento, rappresentano il culmine di una produzione di un'ampiezza eccezionale in cui la rappresentazione del lavoro resta il fulcro narrativo che caratterizza un mondo in movimento. Queste opere trovano nella caserma, nella scuola e nella famiglia i capisaldi tematici, luoghi fondanti attorno ai quali la narrazione, sviluppando temi ricorrenti ed esempi paradigmatici, compie la propria funzione educativa e rappresentativa ritraendo e tematizzando il lavoro inteso come realizzazione umana e sociale nel percorso dell'esistenza dall'infanzia alla vecchiaia. In quest'ottica una ricostruzione della funzione strutturale del lavoro e della rappresentazione dei lavoratori nelle principali opere di De Amicis, nella Torino a cavallo dei due secoli e in rapporto agli interessi sociali e filantropici dell'autore, permette di far luce su un nodo concettuale di primaria importanza nel contesto letterario del periodo chiave che va dall'Unificazione alla fondazione della piu celebre industria automobilistica italiana. L'elezione di Torino a citta in cui vivere e lavorare da parte di De Amicis, luogo amato e ambito fin dagli anni giovanili e in seguito sede dei suoi successi professionali e dei drammi familiari, in concomitanza allo sviluppo nel capoluogo piemontese dei presupposti strutturali, sociali e politici della creazione della celebre industria di automobili, consente di poter cogliere e analizzare il nesso che lega non solo De Amicis a Torino, ma soprattutto l'opera deamicisiana ai temi e alle problematiche del lavoro e della sua rappresentazione letteraria, approfittando di una convergenza unica fra vita, letteratura e storia.

1. Dalla caserma al bastimento: orizzonti descrittivi

Lavoro e lavoratori trovano una collocazione preminente nelle pagine deamicisiane nella loro realta di fatica e dipendenza, di cui non vengono taciute inimicizie, miserie e sfruttamento, e dei quali sono rappresentate le condizioni drammatiche legate agli infortuni, allo sfinimento, ai danni dell'alcol e della malnutrizione a tutti i livelli. Sia gli esordi sulla rivista L'Italia militare e la conseguente raccolta in volume dei racconti, La vita militare. Bozzetti (1868; 1869; edizione definitiva 1880), che le opere incentrate sulla rappresentazione delle realta del lavoro umile e impiegatizio, sono ampiamente assimilabili alla poetica deamicisiana del lavoro come unica forma di elevazione e di realizzazione per l'uomo, concetto rappresentato teatralmente nella sua opera piu celebre, Cuore, dall'immagine della sporcizia di cui non ci si deve vergognare e che perfino i signori non disprezzano e non evitano di toccare. Questa sporcizia, che sia la calcina del muratore, la fuliggine dello spazzacamino, la polvere del cantoniere o il grasso del meccanico, e il simbolo, per i personaggi umili che popolano romanzi e racconti di De Amicis, dell'unica via percorribile che il popolo si trova davanti per realizzare un lecito progetto di vita in armonia con le classi superiori e con la vita ordinata dello Stato all'interno di una citta che, nella seconda meta dell'Ottocento, era ancora lontana da un'industrializzazione uniforme e caratterizzante, in quanto non c'era ancora, come scrive Levi, storico della citta di Torino, "un nucleo consistente di attivita industriali di tipo moderno" (9). …

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