Academic journal article Romance Notes

Il Bestiario Di Bembo in Rime. Alcune Annotazioni Sull'uso del Simbolismo Animale Nel Canzoniere Bembiano

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Il Bestiario Di Bembo in Rime. Alcune Annotazioni Sull'uso del Simbolismo Animale Nel Canzoniere Bembiano

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Con la pubblicazione, nel 1530, della prima edizione delle Rime di Pietro Bembo si data convenzionalmente l'avvio "ufficiale" del petrarchismo cinquecentesco, dopo che, negli anni precedenti, si erano effettuati vari tentativi (tra cui quello delle Rime di Trissino del 1529) di orientare le forme della poesia lirica verso percorsi diversi da quelli perentoriamente designati dallo stesso poeta veneziano nelle Prose della volgar lingua. Considerato da molti come il piU illustre documento del petrarchismo cinquecentesco, il Canzoniere bembiano, non solo perviene a riflettere magistralmente l'aspirazione a "realizzare le esemplarita del Petrarca come poeta e come uomo," ma riesce altresi a interpretare, attraverso un atteggiamento d'animo volto all'identificazione dell'"alta poesia e il fino amore," un aspetto essenziale della neonata civilta rinascimentale (Santangelo 130).

Sebbene il Canzoniere, com'e noto, fornisca innumerevoli chiavi di lettura e presenti un ricchissimo "materiale lirico" degno di essere analizzato, l'attenzione del presente saggio sara essenzialmente focalizzata sull'impiego, a fini poetici, del vasto campionario di simboli e attributi allegorici di carattere zoologico riscontrabile in alcuni dei 165 componimenti costitutivi dell'opera. (1) Ancora relativamente poco indagate attraverso il prisma della simbologia animale, le Rime, lungi dall'essere impermeabili alle tradizioni letterarie anteriori, si presentano allo studioso come un terreno ancora fertile per un approfondimento critico che prenda in esame l'intimo connubio tra il mondo animale e il petrarchismo bembiano. Ed e proprio in questo solco che s'inserisce il presente contributo, ponendo cosi l'accento su un aspetto del Canzoniere che, sebbene gia trattato, come vedremo, da alcuni rinomati studiosi attraverso studi mirati e circoscritti, ha tuttavia ancora molto da svelare e meriterebbe analisi e approfondimenti ulteriori. Per quanto ci riguarda, un'attenzione particolare sara consacrata a due animali distinti--il cervo e l'augello--in quanto crediamo che essi rappresentino meglio di altri--talvolta anche in modo originale--il rapporto tra simbolismo zoologico e lirica amorosa bembiana. (2) Copiosa e composita, la presenza in seno al Canzoniere della simbologia animale, oltre ad arricchire i versi poetici in termini estetici, funge altresi da interessante "cartina di tornasole" di alcuni dei principali topoi petrarcheschi (il desiderio, la solitudine e il sentimento amoroso in primis), rimarcando ulteriormente l'intimo rapporto di filiazione stilistica tra il Rerum vulgarium fragmenta e le Rime bembiane. Va tuttavia sottolineato che lo stretto legame esistente tra le due opere non ci deve indurre a sovrapporre in maniera acritica e sistematica i due canzonieri, in quanto, anche per cio che attiene al simbolismo zoologico, l'imitatio impiegata da Bembo, ben lungi dall'essere statica, risulta talvolta portatrice di alcune dissomiglianze, il che conferisce un'ulteriore prova di quanto il poeta veneziano predilesse un'imitazione non pedissequa, ma bensi un approccio intriso di una sua originalita compositiva.

Vera e propria miscela di fonti talvolta distanti e dissimili tra loro, la simbologia animale di stampo bembiano, oltre ad attingere, in maniera diretta o indiretta, da una serie di tradizioni letterarie gia in parte utilizzate da Petrarca --ovvero le tradizioni classica, provenzale, stilnovista e dantesca--non esita a rivolgersi, come vedremo, anche alla poesia cortigiana quattrocentesca. Una moltitudine di fonti a cui vanno imperativamente aggiunte, oltre, ben inteso, al Petrarca stesso, la costante presenza dell'influenza delle Sacre Scritture, l'autorevolezza dei Padri della Chiesa (Sant'Agostino in testa) cosi come la ricca e influente tradizione dei bestiari medievali. (3) Giova tuttavia sottolineare che l'interesse di una disamina del simbolismo zoologico bembiano non risiede unicamente nella grande vastita delle fonti letterarie prese in considerazione, ma alberga altresi nelle diverse modalita con cui il poeta rielabora in senso estetico e personale lo sconfinato campionario di simboli, figure, emblemi e allegorie che la tradizione gli mette a disposizione. …

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