Academic journal article Fu Jen Studies: literature & linguistics

Un Narratore Tra Autore Originario E Lettori: Confronto Tra I Promessi Sposi E Il Romanzo Cinese Ernu Yingxiong Zhuan

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Un Narratore Tra Autore Originario E Lettori: Confronto Tra I Promessi Sposi E Il Romanzo Cinese Ernu Yingxiong Zhuan

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Premessa. Ernu yingxiong zhuan, titolo traducibile come Storia di amore ed eroismo, e un romanzo cinese incompleto in quaranta capitoli, scritto dal mancese Wen Kang (1789-c.1875) e pubblicato postumo nel 1878 (1). Il romanzo unisce elementi cavallereschi al femminile (secondo uno schema rovesciato, e una donna coraggiosa, He Yufeng, che salva il pavido protagonista maschile, An Ji, dalle mani dei briganti che stanno per ucciderlo) a elementi sentimentali (il doppio matrimonio di An Ji con He Yufeng e un'altra ragazza, ugualmente salvata in precedenza dall'eroina). A dare a questo testo una posizione di tutto rilievo nella storia della letteratura cinese e non tanto la trama in se, quanto la vivacita e l'assoluta perizia narrativa con cui essa viene esposta. In particolare la critica, a partire almeno dagli anni ottanta del secolo scorso, ha spesso sottolineato la sapidita con cui Wen Kang gioca a dividersi nei due ruoli di un autore, che in un passato relativamente lontano ha redatto il testo, e di un anonimo cantastorie che spesso interrompe il racconto nei punti salienti per prendere una pausa, fare delle digressioni e dialogare con il pubblico di ascoltatori.

Questa particolare tecnica narrativa, definibile come impostazione triadica, consistente nello sdoppiamento dell'istanza narrativa nelle due figure distinte di un autore originario e di un narratore e nel dialogo di quest'ultimo con un lettore interno, mostra una sorprendente somiglianza con quella adoperata da Alessandro Manzoni nei Promessi sposi, romanzo che allo stesso modo salda i vari piani del racconto in una griglia narrativa e metanarrativa in cui si coordinano, con un grado di complessita decisamente maggiore rispetto alla tradizione europea del romanzo ottocentesco, le tre figure principali dell'autore originario di un manoscritto, di un narratore che trascrive e rielabora il testo e di un lettore che e inserito nell'universo diegetico come ascoltatore critico della narrazione.

Sono convinto che un'analisi comparata delle due opere, oltre a mettere in risalto affinita e differenze relative all'uso che i due scrittori fanno di questa particolare tecnica narrativa, possa anche permettere alcune considerazioni sulla maniera in cui un genere letterario tutto sommato simile, quello del romanzo in prosa, si sia sviluppato in due grandi aree culturali completamente diverse.

1. Asse autore originario-narratore

1.1. Nei Promessi sposi Manzoni ricorre alla finzione del manoscritto ritrovato che, sebbene fosse stata adoperata in tempi a lui vicini da Walter Scott nella sua funzione di topos letterario volto a dare una parvenza di realta a una storia frutto d'invenzione (2), per l'uso ironico che riceve nel romanzo, sembra piuttosto richiamare il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes (3). In realta un precedente diretto dell'anonimo manzoniano (e quindi dello stesso Cide Hamete Benengeli di Cervantes) puo essere rintracciato nella figura di Turpino che, a sua volta trasformazione in stereotipo di quello che era il rinvio all'autorita di un testo scritto nei cantari medievali, appare all'inizio della saga di Orlando come diretto testimone degli eventi e autore di una sorta di <>, per poi perdere nel corso del tempo questa sua autorevolezza testimoniale ed esser visto con sempre maggior sospetto dai vari scrittori, assumendo cosi la funzione paradossale di fonte diretta <> (4). Un tale passaggio comincia con l'Entree d'Espagne, per proseguire col Pulci e, forse ancora piu che con l'Ariosto, col Boiardo (5), che assume nei confronti della fittizia cronaca di Turpino una posizione contraddittoria tra fedelta e presa di distanza (6).

Ponendosi quindi nel solco della lunga tradizione del richiamo a una fonte fittizia, gia rinverdita nella nostra letteratura da Vincenzo Cuoco in Platone in Italia, Manzoni col suo ricorso al topos del manoscritto ritrovato, realizza uno sdoppiamento della voce narrante tra un anonimo del seicento, autore originario di una <>, narrata pero in un linguaggio <>, <>, <> (PS intr. …

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