Academic journal article Italica

Lorenzo Lotto Di Anna Banti: Fra Longhi E Berenson

Academic journal article Italica

Lorenzo Lotto Di Anna Banti: Fra Longhi E Berenson

Article excerpt

Abstract: L'aspra rivalita fra Bernard Berenson e Roberto Longhi, due tra i piu importanti critici d'arte del secolo scorso, e leggendaria. Berenson, noto per la sua scrittura asciutta e i modi aristocratici, da dandy ottocentesco, mal tollerava il lato istrionico-stregonesco del piu giovane collega e, almeno inizialmente, fervido lettore. Per decenni, i due non perdono occasione per scambiarsi critiche reciproche, piu o meno velate, sempre pungenti, e costanti. Tuttavia, un'attenta analisi della scrittura d'arte di Anna Banti, moglie e allieva di Longhi, e grande ammiratrice di Berenson, rivela come il rapporto tra i due maestri--e la loro discepola--sia assai piu complesso dei luoghi comuni ad esso associati. Intorno alla figura di Lorenzo Lotto, studiato con passione da tutti e tre gli autori, emergono complesse, sottili trame di mutue influenze, a loro volta determinanti per lo sviluppo di larga parte della letteratura italiana del Novecento, e oltre.

Keywords: Anna Banti, Roberto Longhi, Bernard Berenson, Lorenzo Lotto, Rinascimento veneto, ekphrasis.

'Come ci si sente a vivere con un genio?' disse con cattiveria Berenson a Longhi, il giorno in cui i due orsi si rividero dopo un trentennio di gelo.

(Cesare Garboli) (1)

**********

In tutti gli scritti di Anna Banti, dagli esordi giovanili fino alle prove della tarda maturita, le consuete distinzioni fra narrativa e ricerca erudita, biografia e autobiografia, storia e critica d'arte, si sgretolano fino a svanire. In tal modo la Banti, allieva e moglie di Roberto Longhi, ricorda altri autori influenzati dal grande studioso, fra cui Arbasino, Bassani, Bertolucci, Pasolini, Testori, per citarne solo alcuni. Le multiformi sfaccettature della scrittura ekphrastica e l'influenza longhiana sono state segnalate in molte opere bantiane, in primo luogo nel romanzo del 1947 dedicato ad Artemisia, accolto da un considerevole seppur tardivo successo. E curioso che (salvo il plauso di pochi ma celeberrimi addetti ai lavori, fra cui Cecchi, Contini, Praz) relativamente scarse attenzioni siano state rivolte a una breve ma densa monografia, risalente al 1953, in cui la scrittrice si occupa di un artista non meno importante della Gentileschi: Lorenzo Lotto.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dalla consorte e discepola di Roberto Longhi, nel saggio sul Lotto--primo fra numerosi volumi dedicati ad artisti, fra cui Angelico, Velazquez, Monet, Giovanni da San Giovanni--l'autrice per certi versi si distanzia dall'insegnamento longhiano (2). Quest'ultimo, infatti, solitamente evita il genere monografico, tanto che Mengaldo ha parlato di un Longhi "tendenzialmente antimonografico" (94). Non solo: lo studioso svaluta quando non rifiuta qualunque approccio di tipo psicologico o biografico nell'analisi delle opere figurative. Come conseguenza, le biografie degli artisti o i tentativi di interpretazione psicologica, salvo rare eccezioni, vengono liquidati da Longhi quali elementi esteriori rispetto al testo pittorico, dati poco o affatto rilevanti per orientarne la comprensione e l'apprezzamento. Tuttavia, al di la della sofisticata complessita delle ekphraseis di Anna Banti, sono proprio psicologia e biografia i fattori piu salienti del Lorenzo Lotto bantiano. Si tratta, almeno in questo senso, di un testo che si avvicina molto all'esempio di un altro padre della storia e della critica d'arte novecentesca, collezionista e studioso del Lotto come lo fu Roberto Longhi, nonche a questi legato da un pluridecennale, assai chiacchierato, non di rado tragicomico rapporto di amore e odio: Bernard Berenson (3).

Nella Banti, insomma, paiono confluire due modelli che--a discapito dei non infrequenti punti di intersezione--si erano voluti estranei l'uno all'altro: Longhi, soprattutto per quanto riguarda la smagliante raffinatezza della scrittura, la quale spesso raggiunge punte di alta intensita lirica atta ad evocare le immagini pittoriche come epifanie di un mondo che, pur intriso di quotidianita anche biografica, dal quotidiano si distanzia; Berenson per rimpianto metodologico che, almeno nella fase giovanile del percorso intellettuale del critico nordamericano, pare incline a seguire simultaneamente le peripezie esistenziali e le vicende spirituali, in quanto causa o riflesso di quelle formali, degli artisti studiati (del Lotto, ad esempio, non si perde occasione per sottolineare l'acume psicologico, i turbamenti morali, e il lato umilmente lontano da toni celebrativi). …

Search by... Author
Show... All Results Primary Sources Peer-reviewed

Oops!

An unknown error has occurred. Please click the button below to reload the page. If the problem persists, please try again in a little while.