Academic journal article Romance Notes

"Tra Speranza E Vecchia Sfiducia." Un Tentativo Di Analisi E Mise En Contexte del Poemetto le Ceneri Di Gramsci

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"Tra Speranza E Vecchia Sfiducia." Un Tentativo Di Analisi E Mise En Contexte del Poemetto le Ceneri Di Gramsci

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CON la pubblicazione, nel 1957, della sua prima raccolta di poesie successiva alla "stagione friulana," (1) Pier Paolo Pasolini non solo riesce efficacemente a evidenziare la vulnerabilita e lo smarrimento del ruolo dell'individuo in una societa post-bellica in rapida mutazione, ma perviene altresi a condensare, scrutando con straordinaria attenzione gli sviluppi storici del suo tempo, la dolorosa contraddittorieta e le angosce esistenziali della sua condizione di uomo-poeta in seno ad un mondo--quello della Roma degli anni Cinquanta e delle sue borgate--che tanto ha inciso sulla sua maturazione umana e artistica. Sebbene tutti gli undici poemetti inclusi ne Le ceneri di Gramsci forniscano numerose chiavi di lettura e presentino un ricco "materiale poetico" degno di essere analizzato, l'attenzione del presente saggio sara essenzialmente focalizzata sul singolo componimento omonimo che, oltre ad avere conferito il titolo alla raccolta, esercita una funzione centrale ai fini di un'intima indagine del Pasolini "romano." Stretto "a tenaglia" tra una sublime attrazione per la natura incontaminata delle borgate e una disincantata consapevolezza del carattere ormai irrefrenabile dell'avanzare della societa dei consumi, il Pasolini "marxista" degli anni Cinquanta, fresco scopritore di Gramsci, consacrera al microcosmo delle periferie romane la quasi totalita della sua attivita di scrittore, regista e poeta. Vere e proprie "cartine di tornasole" di alcune delle principali tematiche sollevate dal poeta bolognese, Le ceneri divengono pertanto un utile prisma attraverso il quale e possibile soppesare con maggiore attenzione il "pensiero pasoliniano" di quegli anni: dalla riflessione sullo "stato di salute" della poesia contemporanea alle considerazioni sul disagio ideologico del poeta passando per il gia citato binomio borgate-societa neocapitalistica, i temi d'interesse reperibili nel poemetto sono indubbiamente molteplici. Attraverso una disamina nel contempo formale e contenutistica, il presente saggio intende pertanto far emergere alcuni degli aspetti piu salienti e significativi del componimento--raramente evidenziati in profondita dalla critica--al fine di fornire, mediante un attento close reading del testo, un sguardo piu ravvicinato, intimo e particolareggiato dei versi presi in esame.

Nella seconda meta degli anni Cinquanta si conclude per Pasolini una delle sue stagioni letterarie indubbiamente piu proficue: da Ragazzi di vita (scritto tra il 1950 e il 1954 e pubblicato nel 1955), a Una vita violenta (pubblicato nel 1959) passando per Passione e ideologia (1960) (2) e per la feconda, seppure breve, esperienza critica di Oficina (1955-59), (3) la stagione rappresentata dal decennio preso in esame appare certamente lungi dall'essere orfana di "slanci" significativi e proficui sia dal punto di vista della critica che da quello piu prettamente letterario. Composti nella prima meta del decennio ma pubblicati nel 1957, i componimenti della raccolta de Le ceneri di Gramsci costituiscono indubbiamente una delle migliori espressioni poetiche del drammatico "passaggio-cerniera" dall'amato grembo materno friulano all'allora sconosciuta realta romana; "nella casa di Rebibbia, nella fascia delle borgate," dira lo stesso Pasolini quasi quindici anni dopo, "[...] ho cominciato la mia 'opera poetica' vera e propria, quella che ora mi pare la mia 'vecchia poesia', dalle Ceneri di Gramsci alla Poesia in forma di rosa" (Poesie 9-10). "Tra speranza e vecchia sfiducia" (vv. 7-8, III), Le ceneri incarnano, come vedremo, quella dolorosa presa di coscienza da cui il poeta, combattuto tra ragione e passione, non sembrera riuscire a sottrarsi. (4)

Tenuto conto dell'importanza dell'intimo rapporto forma-contenuto in seno al componimento analizzato, un'iniziale rapida disamina della metrica assume di certo tutta la sua rilevanza al fine di una migliore comprensione del poemetto. A tale riguardo, uno degli aspetti metrici ineludibili attiene innanzitutto alla palese e ben nota influenza pascoliana osservabile nella struttura dei versi; gia riscontrabile nei versi dialettali cosi come nelle liriche de L'usignolo della Chiesa Cattolica, essa assume contorni spiccatamente marcati nel componimento analizzato, dove la "riesumazione" della forma del poemetto in terza rima dantesca tipica di Pascoli (sostanzialmente in disuso nel Novecento dopo l'esperienza crepuscolare) rappresenta il primo elemento di vicinanza--forse il piu palese--che unisce i due poeti. …

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