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Alberto Moravia E Lo "Pseudopensiero" Di Pirandello: Il Viaggio, la Scrittura E Il Cinema

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Alberto Moravia E Lo "Pseudopensiero" Di Pirandello: Il Viaggio, la Scrittura E Il Cinema

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Abstract: Il saggio isola una delle pagine del Moravia critico cinematografico, quella su alcune opere teatrali di Luigi Pirandello passate al cinema. Dalla nota nozione di "pirandellismo", Alberto Moravia elabora l'idea dello "pseudopensiero" dell'artista siciliano che si rivelerebbe in specie in quei drammi nei quali, come scrisse lo stesso scrittore romano, si manifesta <>. Tale meccanismo trova ne II viaggio il suo compimento piU evidente. La controprova e offerta dalla versione cinematografica realizzata da Vittorio De Sica, al suo "passo d'addio": il regista--coma alcuni altri colleghi alle prese con Pirandello--ignorando proprio quella serie di elementi che tratteggiano il carattere spurio delle passioni di gente che prende contatto con la citta, esaspera sentimenti e pene, fino a occultarne i motivi socio-culturali, il cuore stesso dello "pseudopensiero" pirandelliano ipotizzato da Moravia.

Keywords: Moravia, Pirandello, Il viaggio, De Sica, pseudopensiero.

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Uno dei passaggi piu corrivi de Il viaggio, il film che Vittorio De Sica ricavo dall'omonima novella di Luigi Pirandello, e anche una delle ultime sequenze della pellicola: Richard Burton, negli improbabili panni di un siciliano innamorato e sanguigno, ha un alterco telefonico con la madre della cognata, la donna che ama e che, malata, ha portato con se in giro per l'Italia; che si arrenda: la sposera sfidando le maldicenze della famiglia e il mormorio del paese.

Non a caso si vuole cominciare questo contributo da quella breve sequenza filmica, poiche ci e parsa non solo impulsiva e ingenua, tanto piu poiche venne dalla macchina da presa di un maestro del cinema, ma soprattutto perche ci aiutera a comprendere alcuni aspetti della critica cinematografica su Pirandello e la sua opera. Nel maggio del 1953 Alberto Moravia cosi scrive su L'Europeo in una specie di prologo alla sua pagina su L'uomo, la bestia e la virtU, film di Steno tratto dall'omonima commedia pirandelliana, in sala in quella primavera:

Che effetto fanno oggi, trent'anni dopo, i drammi e le commedie di Pirandello? [...]

Pirandello in sostanza fu il cantore di una borghesia sradicata che dalle sedi provinciali, attraverso gli impieghi statali si trasferi alla capitale mescolando superstiti ingenuita con nuove e malintese abitudini cittadine. I suoi personaggi sono tutti iscritti ai vari circoli regionali di Roma, vivono in case moderne e squallide, ma conservano in Sicilia o in Abruzzo le vecchie case di tipo patriarcale e non pochi parenti rimasti attaccati alla tradizione. II pirandellismo, poi, questa smania di ragionare o meglio di sragionare partendo da un sofisma, questa casistica laica e cervellotica, non e forse che un effetto dell'ibrida malcerta acclimatazione di questi provinciali di fresco inurbati. Ma il pirandellismo, come abbiamo accennato, costituisce secondo noi la parte deteriore dell'opera di Pirandello [...]. Sono infatti le stesse vecchie storie di imbrogli familiari e sentimentali che ritroviamo in narratori classici quali il Boccaccio, il Bandello e altri novellieri antichi. Pirandello, che le attinse alla stessa fonte, ossia alla societa borghese italiana, si limito a introdurvi in maniera alquanto esterna la novita dei suoi filosofemi di origine tedesca (Moravia 1953: 3).

Al di la della parte di giudizio che ricade sull'opera di Pirandello, ci sembra rilevante riflettere sulle dinamiche che indussero Moravia a individuare nel collega la volonta o, almeno, l'attitudine a formulare una sorta di programma culturale che doveva emergere dall'opera sua. Cosa sia questo "pirandellismo" (Moravia 1964: 70-71) di marca moraviana (illustrato curiosamente nello stesso anno della nota pubblicazione sciasciana sul tema che rispondeva alle altrettanto note tesi di Adriano Tilgher), in parte ce lo puo dire la breve serie di pagine critiche che lo scrittore romano aveva scritto nei due lustri precedenti a proposito di un "ismo" ben piu noto e storiograficamente attestato: il machiavellismo (Moravia 2000: 45-64). …

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