Academic journal article Italica

Tecno-Spazzatura: Verso la Liberia Con Francesco Abate E Massimo Carlotto

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Tecno-Spazzatura: Verso la Liberia Con Francesco Abate E Massimo Carlotto

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Abstract: In questo articolo si vuole offrire una lettura ecocritica del romanzo L'albero dei microchip di Massimo Carlotto e Francesco Abate. L'albero dei microchip illustra i percorsi tortuosi e illegali sui quali viaggiano i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche (RAEE) per raggiungere i paesi del Terzo Mondo. Questo romanzo appartiene non solo al genere del noir mediterraneo, ma anche al Nezv Italian Epic. Grazie al loro "sguardo obliquo" Carlotto e Abate riescono a svelare le storie di chi, alTinterno di una cultura dominante, viene generalmente ignorato. In questo saggio ci si vuole concentrare sull'incontro tra esseri umani e oggetti e sulle loro mutue interferenze. Quando si presta attenzione alla materia e alla sua forza agente, e possibile riconoscere l'illusorieta di binarismi obsoleti. Nel romanzo L'albero dei microchip, Tessere umano appare inseparabile dall'ambiente in cui abita e dagli esseri, viventi e non, che lo popolano. Da questa mia disamina, risulta evidente l'urgenza di estendere il nostro concetto di testo oltre il romanzo per includere anche i corpi, i terreni, i flussi materiali e immateriali.

Keywords: Massimo Carlotto, noir, tecno-spazzatura, giustizia ambientale, ecocritica materiale.

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Il romanzo L'albero dei microchip (2009) di Massimo Carlotto e Francesco Abate appartiene al genere del noir mediterraneo, filone letterario che identifica nel bacino Mediterraneo un'area strategica dove imprenditoria, finanza e politica interagiscono con organizzazioni criminali transnazionali. All'interno di zone grigie, createsi nel mare nostrum, prosperano attivita criminogene le quali riescono a ripulire il denaro sporco proveniente da tutto il mondo. Con L'albero dei microchip, Carlotto e Abate scavalcano i confini patri per ricostruire i tragitti tortuosi e illegali sui quali viaggiano i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche, piu brevemente noti con la sigla RAEE. Partendo dalla Liguria, questi rifiuti viaggiano proprio nelle acque del Mediterraneo per raggiungere poi localita estere, in Africa o in India. Questa non e la prima volta che l'autore si confronta con i rifiuti e con il loro smaltimento illegale; infatti, lo aveva gia fatto in Nordest (2005) e in Perdas de Foga (2008), scritti rispettivamente con Marco Videtta e con il collettivo Mama Sabot. In questo articolo desidero concentrami esclusivamente su L'albero dei microchip, pubblicato da Edizioni Ambiente nella collana VerdeNero, Noir di Ecomafia, per dimostrare, attraverso una lettura ecocritica, l'urgenza di dover estendere il nostro concetto di testo. L'albero dei microchip va annoverato tra altri romanzi di numerosi scrittori italiani che, recentemente, a partire dagli anni Duemila, hanno narrato i rifiuti. Basti qui ricordare, solo a titolo esemplificativo, Navi a perdere (Carlo Lucarelli, 2008), Stramonio (Ugo Riccarelli, 2009), Solo fango (Giancarlo Narciso, 2010), Corpi di scarto (Elisabetta Bucciarelli, 2011) e Splendido visto da qui (Walter Fontana, 2014).

L'albero dei microchip non e solo "letteratura dei rifiuti"; questo romanzo, infatti, va letto e interpretato anche in un contesto socioculturale molto piu vasto al cui interno operano scrittori quali, solo per citarne alcuni, Giancarlo De Cataldo, Carlo Lucarelli, Giuseppe Genna e Valerio Evangelisti. Da oltre un decennio, questi autori, come del resto Carlotto, producono una ricca "nebulosa narrativa" (Wu Ming, New Italian Epic 10) identificabile, senza pero volerla circoscrivere, nella locuzione New Italian Epic. Non e mia intenzione aprire qui una discussione esaustiva sul NIE e tantomeno sul rapporto assai dibattuto tra realta e finzione. E pero doveroso rintracciare, brevemente, ne L'albero dei microchip alcune delle caratteristiche ricorrenti negli "oggetti narrativi non-identificati" (11), da intendersi come "libri che sono indifferentemente narrativa, saggistica e altro" (12; enfasi nel testo). Cosi facendo potro, in primo luogo, contestualizzare meglio il romanzo qui analizzato, poi evidenziare il desiderio di Carlotto e di Abate di scrivere una letteratura politica, morale e, quindi, impegnata, ed, infine, collegarmi all'obiettivo principale di questo saggio, che e quello di proporre una lettura ecocritica de L'albero dei microchip, mettendone in risalto sia peculiarita tematiche sia linguistiche o stilistiche. …

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